Ingegner Giampaolo Dallara, come nasce l’idea della Z-Bike?
«Nasce dall’amicizia e dall’ammirazione che nutriamo nei confronti di un personaggio fantastico come Alex Zanardi. Un personaggio che abbiamo imparato a conoscere come eccezionale pilota ma che con il passare del tempo si è manifestato come grande uomo»

Cosa vi ha convinto, come azienda, a seguirlo nella sua idea di sviluppare un’innovativa handbike?
«Ci ha convinto innanzitutto l’idea di poter mettere a disposizione uno strumento molto utile sia per chi non po’ muoversi in condizioni normali sia per i normodotati che possono praticare con questa bici un esercizio diverso dal solito. Questo punto in particolare mi intriga molto. Nel movimento che facciamo di solito esercitiamo soprattutto le gambe, ma questo mezzo sviluppa e migliora la forza delle braccia e allo stesso tempo può dare benefici anche alla capacità respiratoria».

Dal punto di vista tecnico qual è stato l’aspetto più interessante da approfondire nel corso della realizzazione della Z-Bike?
«Mi ha stupito molto la ricerca aerodinamica su un mezzo dalle proporzioni così ridotte. La sfida era quella di realizzare un prodotto leggero ma allo stesso tempo rigido usando materiali dall’elasticità molto elevata. Riuscire a raggiungere il livello migliore di aerodinamica senza incidere sul peso è stato un bell’esercizio di ingegneria».

In che modo questo progetto ha arricchito la vostra azienda?
«Abbiamo scoperto una strada nuova e affrontato problemi che prima non conoscevamo. L’entusiasmo di Zanardi ci ha coinvolto fin da subito. È stato lui a guidare il team, a spingerci a superare tutti gli ostacoli e a fissare ogni giorno traguardi sempre più impegnativi. Abbiamo lavorato tutti insieme con grande passione e siamo davvero soddisfatti del prodotto realizzato».

Per l’azienda Dallara, invece, cosa rappresenta questo progetto?
«Dal punto di vista numerico, rispetto alle automobili, è un’attività marginale. Ma l’idea di poter dare qualche sorriso in più a persone che hanno dovuto affrontare grossi problemi ci gratifica moltissimo. Non vedo l’ora di vedere la Z-Bike competere su strada».

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